Le caratteristiche piccole finestre che si possono ancora oggi ammirare su molti palazzi storici del centro di Firenze raccontano una storia affascinante che risale al XVII secolo. Queste aperture, note come “buchette del vino”, erano utilizzate dalle famiglie nobili fiorentine per vendere direttamente il vino prodotto nelle loro tenute di campagna. La loro origine è legata alla legge del 1559, il “Bando delle vendemmie”, che permetteva ai produttori di vino di vendere direttamente il loro prodotto, evitando gli intermediari e le relative tasse.
Durante la pandemia di peste del 1630, queste buchette diventarono ancora più importanti, permettendo la vendita del vino senza contatto diretto tra venditore e acquirente. Il cliente bussava alla buchetta con il fiasco vuoto, pagava attraverso la piccola apertura e riceveva il suo vino, il tutto minimizzando il rischio di contagio. Questa pratica si dimostrò così efficace che continuò per secoli, diventando parte integrante della vita sociale fiorentina.
Oggi sono state censite oltre 150 buchette nel centro storico di Firenze, alcune ancora perfettamente conservate con i loro sportellini in legno originali. Ogni buchetta ha caratteristiche uniche: alcune sono decorate con cornici in pietra serena, altre presentano iscrizioni o stemmi familiari. Le loro dimensioni sono sorprendentemente standardizzate: circa 30 centimetri di altezza per 20 di larghezza, sufficienti per far passare un fiasco di vino.
L’Associazione Culturale Buchette del Vino di Firenze lavora attivamente per preservare questa testimonianza unica della storia sociale ed economica della città. Grazie al loro lavoro, molte buchette sono state restaurate e sono state poste targhe esplicative che ne raccontano la storia ai passanti. Curiosamente, durante la recente pandemia di COVID-19, alcune attività hanno riscoperto l’utilità di queste antiche aperture, utilizzandole per servire caffè e aperitivi in sicurezza, dimostrando come le soluzioni del passato possano tornare sorprendentemente attuali in momenti di necessità.
